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Serie C contro Basket C Ospedaletti Stampa
Scritto da Gianfranco   
Lunedì 19 Ottobre 2015 05:53

Un inizio di studio per una squadra nuova

Bk C OspedalettiSidus Life&Bk Genova  76 – 43  (16-4 / 20-13 / 18-10 / 22-16)
Ospedaletti: La Sacra 27 – Bestagno 11 – Pesante 8 – Esposito 13 – Bianchino 13 – Riello 2 – Dolcè 2
Sidus: Zichinolfi 16 – Saturnino 7 – Sobrero 1 – Pieri 10 – Daneri 3 – Gatto – Cambiaso 3 – Conti – Marelli – Di Chiara  All. Roncarolo

Ora siamo partiti, ora sappiamo di cosa stiamo parlando. Non alla prima partita, ma addirittura ai primi minuti assieme, questo gruppo entra in campo ad Ospedaletti e finalmente ha la possibilità di misurarsi e di capire come è strutturato...

Quattro-quinti del quintetto di un anno fa emigrate o in altre città per studiare o a Lavagna. Due arrivi nuovi, altre due nuovi in attesa di essere inseriti in squadra, e diverse ragazze giovani che devono imparare a prendersi le loro responsabilità.
La partenza non è affatto male, la palla gira, arrivano palloni in area a molti tagli ed anche l’equilibrio difensivo funziona, infatti non prendiamo contropiedi; mentre in difesa facciamo lavorare le avversarie, che però hanno a disposizione La Sacra, di nome e di fatto, che infila un bel 3 su 3 da tre sugli scarichi, determinando un allungo che ci pesa, dato che non riusciamo a segnare granché. I punti di Ospedaletti sono tutti di La Sacra, da fuori, e di Bestagno, brava (e alta) da sotto, con 5 messi. La playmaker è Pesante, una ’94 che ricordiamo molto bene nelle antiche disfide Sidus con Ospedaletti, poi andata per diversi anni a giocare nei campionati francesi: veloce, agile, brava a portare e a far girare la palla: lei segna gli altri due punti del primo quarto, che Ospedaletti gira in vantaggio sul 20 a 4. Gli studi sulla gara e su noi stesse procedono veloci, infatti già nei primi minuti del secondo quarto leggiamo le situazioni che ci sono favorevoli, non r iusciamo a bucare l’area dal centro, ma ci viene meglio dai lati, con Zichinolfi e Pieri abili a entrare in 1c1 e a procurarsi falli. Giochiamo anche in pivot basso con chiunque potesse sfruttare un vantaggio di centimetri. Ci risulta difficile giocarcela a rimbalzo, soprattutto a causa di Bestagno, veramente oltre misura per noi. Tuttavia non subiamo contropiedi da rimbalzo, ma purtroppo perdiamo dei palloni passandoci in modo maldestro da guardia a guardia. La zona davanti alla linea del tiro libero ci è ostica, non siamo abbastanza brave né a leggerla, né a crearci situazioni favorevoli. Vanno meglio i tagli dai lati, che sono molti e ripetuti. Riceviamo in tante, ma segnare ci risulta difficile, soprattutto non ci proviamo da fuori, ma ci ributtiamo in area, ed effettivamente provochiamo molti falli (con medie al tiro libero ancora insufficienti). Sul finire troviamo due triple (Daneri e Zichinolfi), le incassiamo, ma non ci danno la continuità e la sicurezza che le serie di triple dovrebbero dare. Certe ingenuità ci penalizzano molto, la solita La Sacra può segnare così sia da due, sia con i tiri liberi (riusciamo anche a farle fallo sul tiro da tre).  Il risultato di 36-17 all’intervallo non è malissimo, ce lo rapportiamo ad un 2-1 nel calcio.  Altre tre triple (due di La Sacra – 6 su 7 da tre nella gara - e una di Esposito) condizionano il terzo quarto, assieme al peso di Bestagno, che guadagna tiri liberi sotto. Noi rispondiamo con due triple (Daneri e Zichinolfi), che però non rassicurano per loro logica di gioco quanto quelle – più cercate – di Ospedaletti. Al rientro dall’intervallo, infatti, invece di cercare di coordinarci maggiormente, in attacco si cerca di fare un po’ troppo da sé, così abbiamo qualcuna che entra con mille palleggi nel traffico dell’area e cade da sola, o delle azioni di 1c1 una contro tutti che sbilanciano la squadra: meno male che corriamo piuttosto bene indietro e riusciamo a vanificare qualche loro contro piede. Difensivamente talvolta ondeggiamo: su di una rimessa dal fondo una di loro riceve libera sotto e segna; in un’altra occasione, a difesa 2-1-2 schierata, chi difende sul fondo esce così tanto verso l’esterna, quasi sovrapponendosi alla sua compagna che difende davanti, da farsi infilare in incrocio verso il canestro totalmente sguarnito.  L’ultimo quarto parte male, partendo dal 54 a 27 rischiamo di subire l’insubibile, concedendo a Bianchino una micidiale striscia di tre canestri più una tripla e, successivamente, a Pesante di tagliarci a fette con altri due canestri più un tiro libero. Ribattiamo con Zichinolfi e Saturnino, poi con Pieri ed anche con un canestro e un tiro libero della migliorata Cambiaso, sebbene quello che ci permette di arginare Ospedaletti e di ristabilizzare le proporzioni del risultato non sia l’attacco, ma la difesa, decisamente aggressiva e produttiva, negli ultimi 3 minuti e mezzo: un ottimo segnale venuto anche dalle rotazioni dei cambi  e dalla risvegliata mentalità.
Si dice: “non dobbiamo guardare il risultato”, ed è giusto così. Dobbiamo, invece, vivisezionarlo in parti, studiarlo, per capire cosa sia stato a generarci dei problemi, via via che si stava giocando. 

 

 
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