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ATHLETIC U13 maschile Stampa
Scritto da Marco   
Lunedì 23 Febbraio 2015 08:17

Athletic - Pro Recco  Basket  94 - 19  (25/4, 31/4, 11/4, 27/7)
Martini (4), Cervellera (11), Casucci (8), Pelloni (6), Pani (6), Rivetti (2), Franconi (4), Caorsi (22), Pugliese (11), Barattini (2), Vendemiati (10), Wulf (8).


 
Traduz.: 1) “Ciao, peste. Linus è a casa?” ”E’ nell’altra stanza…” 2) “E’ un pallone o stai portando la tua testa sotto un braccio?” “Perché non ti spalmi per terra, peste?” 3) “Hai mai visto prima una palla da basket, Linus?” 4) Il basket è un gioco grandioso, te lo dico io! Una perfetta combinazione di velocità e talento e…” 8) “Non c’è niente di più fastidioso di un saputello!”

Partita decisamente più facile della scorsa contro un avversario volenteroso ma ancora acerbo (parlo del solo piano tecnico. Fisicamente si sono visti un paio di ragazzi che, non appena migliorati i movimenti offensivi, diventeranno una brutta gatta da pelare per chiunque)...

Penso ci siano poche considerazioni da fare perché domenica ha funzionato quasi tutto.
Forse non mi sarebbe dispiaciuto vedere qualche 2 contro 1 concluso meglio (sono incredibili i cali di vista che improvvisamente vi impediscono di vedere compagni liberi a due metri di distanza) ma nel complesso ho pochi appunti da fare.
Perciò per una volta passerò a considerazioni più generali:
1) Scopo di una squadra è vincere il maggior numero di partite possibili. Per far questo è indispensabile segnare canestri (lo zero a zero non è contemplato e buttarla dentro è sempre un'ottima cosa) esattamente come è indispensabile difendere, prendere rimbalzi, rubare palloni e distribuire assist. Io però vedo ancora troppi di voi agitarsi se non riescono a mettere punti a referto. Non va bene.
Nel rugby c'è una metafora che dice: c'è chi suona il pianoforte e chi sposta il pianoforte. Vuol dire che è facile apprezzare le note di una melodia ma che il pianista agiterebbe le mani nel vuoto se qualcuno non si fosse caricato lo strumento sulle spalle e lo avesse fatto arrivare a teatro.
2) Impegno e divertimento non sono incompatibili. Tutt'altro. Un sorriso, una battuta, uno scherzo sono cose che alleggeriscono il peso di uno sforzo o la noiosa ripetitività di un esercizio.  L'importante è capire quando è il momento di tenere la testa ben concentrata su ciò che si deve fare. Ieri è stata una partita facile - lo abbiamo detto - ma è stato giusto affrontarla con serietà. A partire dal momento in cui siamo usciti dallo spogliatoio fino al fischio finale.
Questo non ci farà vincere sempre ma ci permetterà di dire, anche dopo una sconfitta, "Ho dato il massimo". Non è poco. E non solo nello sport, fidatevi.
3) Non accontentatevi mai. Cercate di imparare sempre nuovi movimenti e provateli senza paura di sbagliare. Qualcuno lo sta facendo, lo vorrei da tutti.

 

P.s. Al termine di questa foto un paio di voi hanno seriamente rischiato di schiantarsi contro le tribune. Mi risulta non sia neppure la prima volta.
Pensate di evitare infortuni da Guinness dei Primati (categoria "Cerebrolesi & sport") o nel riscaldamento pre-partita è meglio inserire alcune scivolate di allenamento verso il pubblico?

Alla prossima!

 

 
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