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Esordienti N.è G.P.N. Stampa
Scritto da Marco   
Mercoledì 28 Maggio 2014 07:04

SO LONG KIDS!
(Questa volta l’articolo è un po’ lunghetto ma avete tutta l’estate per leggerlo)

OK ragazzi,
game over, basta così, a l’è finia!
(a seconda del maggiore o minore grado di internazionalizzazione del lettore)

A metà giugno il PalaViaEra chiuderà i battenti e fino a settembre si godrà un po’ di meritato silenzio (come pure – sia detto per inciso – le orecchie del coach).  Giudizio sull’annata? Vediamolo...

Tecnicamente: penso abbiate lavorato bene, favoriti anche dalla buona preparazione che Dufour e Barsotti vi avevano dato negli anni scorsi e dal fatto che è più facile allenare un gruppo abbastanza omogeneo. Ognuno di voi ha aumentato il proprio bagaglio tecnico e non di poco.
Risultati ottenuti: 9 vinte e 9 perse. Play off anche quest’anno (ribadiamolo: per 8 società su 23). Nessuna asfaltata subita. Possiamo essere soddisfatti. Che non vuol dire non si potesse fare meglio (in fondo, si può sempre fare meglio), ma che nella lunga marcia dei campionati giovanili avete cominciato bene.
Partecipazione: direi massima sia dei ragazzi che dei genitori. Da parte mia…ho fatto del mio meglio. Non tutti hanno giocato, né hanno disputato lo stesso numero di partite. So che ognuno avrebbe voluto essere schierato ad ogni incontro e spero che nessuno sia rimasto troppo male. Nel caso me ne scuso: non volevo. Tutte le scelte che ho fatto avevano una logica, giusta o sbagliata che possa essersi rivelata.
Mi auguro comunque che questo non abbia impedito a qualcuno di portare via un bel ricordo di questi 9 mesi passati insieme.  Io ce l’ho.
Anche perchè abbiamo sudato, ci siamo impegnati, ce l’abbiamo messa tutta, ma sempre senza perdere il sorriso e la voglia di divertirci.
Sopportate un’ultima citazione canora:
“Regrets, I’ve a few; but then again, too few to mention.
I did what I have to do and saw it through without exemption.
I planned each charted course; each careful step along the byway.
But more, much more than this, I did it may way”
Evito traduzioni. Diciamo solo che a me piace allenare così.

E ORA UNA RIFLESSIONE SUI SINGOLI IN RIGIDO ORDINE ALFABETICO:
Luca B.
: proprietario di uno dei cani più belli che abbia mai visto (non c’entra con il basket ma ci tenevo a dirlo), è capace di alternare tiri piazzati di pregevole fattura, a ‘lanci a canestro’ con gomiti e ginocchia ripiegate, testa schizzata all’indietro e polsi spezzati al contrario che mi hanno spesso fatto pensare ad una possessione demoniaca. Buon fisico ma ancora troppo veloce per le sue possibilità tecniche attuali. Quando il prossimo anno migliorerà il controllo di palla (e, con apposita benedizione, lo stile di tiro) diventerà un pessimo cliente per qualsiasi difensore.
Giorgia: soldatino mugugnone (“tu mi dici cosa devo fare e io lo faccio; però brontolo! Oh se brontolo! Non hai idea di quanto brontolo!”). Con me da un anno più un Esordienti femminile. Buon tiro, buona difesa, buon palleggio (in cui lei, ostinatamente, non crede ancora). Discreto senso tattico e voce che può raggiungere tonalità di rilievo. Credo abbia ottime potenzialità per il futuro ma non sarà facile (intendo per gli allenatori che avrà).
Nicolò: il cucciolo del gruppo. 2004, discreto palleggio, buona predisposizione al  tiro e una certa (ci lavoreremo) idiosincrasia al passaggio. Dal prossimo anno – finalmente – ti si potrà schierare in Esordienti. Sono sicuro che ti farai notare.
Marco: il Piccolo Fonzie. Da settembre ha costantemente migliorato ed aumentato i propri gesti tecnici. Fino a Natale, un boy-scout prestato al basket; da gennaio sempre più presente (e in partita si è visto). Primo rimbalzista della squadra nonostante abbia giocato regolarmente contro avversari più alti, ha portato giù palla, segnato e passato senza egoismi (di fatto ha inventato uno schema: rimessa dal fondo e palla sparata a tutto campo per un contropiede perlopiù di Luca W., Ricky P. o Fabrizio - vedi sotto). Spesso ha tentato cose assolutamente fuori della sua portata fisica e tecnica…riuscendoci quasi sempre. Più di una volta mi sarei aspettato  si girasse verso la panchina mostrando il pollice e dicendo “Ay!” (nella versione italiana di Happy Days: ‘Ehi!’).
Riccardo C.: costretto per diversi mesi a restare prudenzialmente lontano dalle partite, si è sempre allenato al massimo, impegnandosi e (caso più unico che raro in quella banda di selvaggi che quest’anno ho allenato) ‘facendo casino’ entro limiti quasi accettabili. Cresciuto tecnicamente, deve migliorare il cambio di maglietta vista la preoccupante tendenza all’autostrangolamento infilando la testa in una manica.
Lorenzo: capitan Lollo. allenato per due anni (ma ai fini pensionistici varrebbero il triplo, come lavorare nell’amianto). Un soldatino che in partita ha sempre provato a fare (e molto spesso ci è riuscito) quello che chiedevo. Solo due cose da correggere: attaccare di più il canestro (ci puoi riuscire quasi sempre, fidati) e riprendere l’attività a settembre con almeno un paio di chili in più (se sarò ancora il tuo allenatore, alla ripresa mi porterò una bilancia: o i due chili oppure nelle partitelle qualsiasi intervento su di te NON verrà considerato fallo. Sei avvisato).
Luca F.:  2003. Tanti bei gesti tecnici. Poche partite in Esordienti (forse troppo poche. Scelta del coach e quindi, casomai, colpa del coach) dove dal prossimo anno dovrà essere protagonista. Ancora – come logico data l’età – ci sono un po’ di dettagli da limare. Lo si farà ma il lavoro più grosso sarà convincerlo di avere movimenti d’attacco difficilmente marcabili e che deve solo trovare coraggio e abitudine ad usare. 
Giacomo: due anni anche con lui come con Lorenzo (idem il mio discorso pensionistico). Passate le prime partite da capo della tribù dei nasi sanguinanti, è diventato sempre più grintoso senza mai perdere il sorriso a riprova che impegno e divertimento possono andare di pari passo. Dovrà migliorare la precisione al tiro da sotto. In caso contrario – grazie ai piegamenti punitivi per gli errori più marchiani – gli si prospetta un futuro da campione mondiale di braccio-di-ferro.
Serena G.: dolce e tenera ragazzina molto volonterosa ma spesso fisicamente in difficoltà in un campionato maschile. SCHERZAVO! Agonista paurosa, sostenitrice del motto “un avversario si ferma con le buone o con le cattive”, salta (per ora) fino ad una altezza massima misurabile in micron, eppure…eppure quando va a rimbalzo la palla finisce spessissimo tra le sue mani. Non penso sia un caso.
Filippo: “l’altro re degli angoli” (vedi Davide) in cui – maledizione! - adora andarsi a ficcare. Ha un tiro piazzato più che decoroso quando riceve smarcato. Tanta grinta (in partita è quasi impossibile rimproverargli qualcosa visto l’impegno) e tantissimo spirito di gruppo (tifoso in prima linea se non convocato. Grazie mille). Il prossimo anno ci occuperemo della sicurezza nel palleggio e si cercherà il modo (pensavo ad un paio di tagliole) di tenerlo lontano da quegli stramaledetti angoli.
Cosimo: cestista, rugbista, difficilissimo da disciplinare durante gli allenamenti ma troppo simpatico per essere strangolato. Siamo partiti a settembre con la tua frase “Tanto io non farò mai canestro”. Con i mesi ti sei accorto che non era affatto così. Ci sarà da lavorare molto il prossimo anno (la posizione dei piedi quando ricevi è uno dei miei incubi peggiori) ma sono convinto che riuscirai a toglierti diverse soddisfazione. Bastava solo un po’ di pazienza.
Davide: “il re degli angoli” (meglio se destri). A rischio di soppressione al primo allenamento (alla mia richiesta di dire il proprio nome, si è presentato con “Ciao, sono Mario” come un personaggio di Colorado rivelandomi di chiamarsi Davide solo alla terza volta in cui usavo il nome sbagliato), ha pian piano migliorato il palleggio ora più che accettabile buttando in campo un aggressività con i fiocchi. Con Luca B. e Cosimo forma una terna di pesti che potrebbe portare all’imprecazione persino Giobbe o San Francesco. Purtroppo vale quanto detto di uno degli altri (sottoscrivibile anche per il terzo): troppo simpatico per essere soppresso.  
Riccardo P.: alias Ricky alias Brontolino (provate a fischiargli fallo o passi, poi ne riparliamo). 2003 ma l’anno in meno non si è mai visto. Tra i nostri principali portatori di palla in attacco, ha sempre assolto il compito facendo nel contempo una collezione di colpi subiti e lividi da far invidia a quella di un wrestler. Buon realizzatore e discreto difensore. E’ particolarmente affezionato al pallone di cui a volte diventa gelosissimo rifiutando di condividerlo con chiunque non abbia forma di anello con retina annessa e sia alto m. 3,05. Se non bastassero le mille cose positive dell’annata, aggiungiamo che ha fatto (e costretto la propria mamma a fare) la trasferta più lunga di tutto il campionato. 
Samuele: double-face. All’inizio – pre occhiali alla Jabbar ( e dico Jabbar: il miglior realizzatore dell’NBA di sempre) - grintosissimo ma grande produttore di palle perse. Dopo…sempre grintosissimo ma ha sostituito le palle parse con i punti segnati: forse avevo ragione io che un paio di lenti sarebbero servite. Probabilmente tra i pochi della squadra a non aver avuto bisogno di incoraggiamenti per tuffarsi sui palloni vaganti, deve rivedere qualche scelta di tiro che sembrava fatta apposta per attentare alle coronarie di coach e spettatori.
Roberto: un solo allenamento settimanale da sfruttare e qualche malanno di troppo, gli hanno impedito di prendere il ritmo, ma poco male. Sono convinto che il prossimo anno non ci saranno problemi a recuperare.
Edoardo: dopo alcune partite ispirate alla cavalleria (“Se proprio ci tieni, prendi pure tu il rimbalzo”) ha capito la necessità di vivere di prepotenza (sportiva) sotto i tabelloni cominciando a recuperare palloni su palloni. Buon realizzatore. A volte - volendo generosamente evitare a chi gioca con lui il rischio di un errore al tiro - va in contropiede fissando gli occhi sul canestro per non vedere eventuali compagni smarcati. Tolto questo neo (ci lavoreremo) anche lui cresciuto molto nell’anno.
Serena S.: a forza di sentirmi gridare, chiunque abbia assistito a qualche allenamento credeva che ‘Corri’ fosse il suo cognome. Fisico da paura; autocoscienza delle proprie potenzialità…ancora da formare. Tante partite Aquilotti, tante Eso Femminile e qualcuna Under 13. Notevole capacità di mugugno (come d’altronde la sorella 2001: alleno una Sante da quattro anni e a settembre inizierà il quinto. Da brividi!). La prossima stagione dovrà essere decisiva. Sono fiducioso. 
Andrea: un altro 2003 che è riuscito a ritagliarsi parecchio spazio tra gli Esordienti. Adora ricevere in contropiede ed ha un discreto tiro. Voci incontrollate parlano anche di un palleggio più che decoroso ma potrebbe trattarsi di una leggenda perchè in campionato lo si è visto sì e no quattro o cinque volte. Si dice che a casa, richiesto dai genitori di portare giù la spazzatura, abbia preteso che il sacchetto gli fosse lanciato dalla finestra quando lui era ormai a pochi centimetri dal bidone. Ignoro se il racconto sia vero. Sicuramente è verosimile.
Fabrizio: anche lui è migliorato di mese in mese partendo da una tenuta fisica…un po’carente (spesso rimaneva senza fiato già dopo l’urlo di inizio partita) fino ad arrivare a tenere il campo per quasi tutto il tempo di gioco. Di ciò si è giovata anche la produzione di punti che lo ha fatto diventare – di pochissimo su Ricky – il nostro miglior realizzatore. Probabilmente il bottino sarebbe stato più ricco se su alcuni lanci in contropiede di Marco le sue mani non avessero cominciato a litigare tra loro dimenticandosi del pallone. Come ovvio c’è ancora molto da lavorare ma…se il buon giorno si vede dal mattino…
Luca W.: i primi tempi ho pensato che ti avessero montato le braccia al contrario. Un destro che tiri di sinistro e palleggi con entrambe le mani ma alla rovescia (destra da sinistra e viceversa) non l’avevo ancora visto. Piano piano abbiamo messo un po’ d’ordine e in campo si è notato. Demenziali i ritorni a casa invernali insieme al tuo socio, in calzoncini e (un paio di volte) sotto la pioggia battente rifiutando un passaggio in auto. A parte questo…avercene.
Ultime cose (vi avevo avvisato che sarei andato lungo e comunque avete tre mesi abbondanti per leggere).
1) Aldo Busconi: IL DIRIGENTE; segregato in un ‘ufficio’ degno dei famosi sottoscala di Fantozzi, durante l’anno è passato da amatore del computer (mantenendo in vita il sito Athletic) ad esperto informatico riuscendo a pubblicare foto e vignette. Se manterrà questa progressione, nel 2015 avremo un hacker di primo livello. Utilissimo;
2) Aiutanti vari: tanti e differenti, tutti miei ex-giocatori. Grazie mille. Siete serviti ai ragazzi (tanto). Siete serviti a me (tantissimo).
Giovanni Salomoni: un grande aiuto e, mi sbilancio, un futuro coach (l’anno prossimo penseremo al corso minibasket). E’ persino migliorato come arbitro. Lato negativo: se fotografato riesce a trasformare qualsiasi scatto in una foto segnaletica. Dovrà lavorarci.
Giovanni Cabassi: da dicembre in avanti sempre presente. Paziente con i ragazzi (ma avrei voluto vederlo alle prese con una sua copia di quando aveva 13 anni), ha abbastanza forza fisica da riuscire – unico in palestra – a staccare quei dannati birilli uno dall’altro. Da ragazzo gli ho scritto che vedeva il gioco come pochi pari età. Se deciderà di continuare ad allenare, vedremo se sarà così anche dalla panchina (io sarei pronto a scommetterci).
Last but not least Cecilia Bruno: solo un paio di mesi a fine anno ma tanta voglia e (a naso) tanta predisposizione. Bisognerà parlarne seriamente per la prossima annata.
Ovviamente un grazie anche a tutte le guest stars, da Elena Poletti a Noemi Sante (che non so quanto venisse in palestra per darmi una mano e quanto per poter rimproverare sua sorella), da Bianca Curreri a Giovannino Burlando (ormai ben poco –ino), da Elena Guenna a Emmina Zazzano (auguri di veloce recupero) eccetera.
E’stato bello vedervi in palestra.
3) Genitori & parenti vari: ottimi come autisti, vettovagliatori, trasportatori di giocatori, tifosi (magari non proprio dotati di aplomb britannico di fronte ad alcuni fischi discutibili), organizzatori di pizzata, eccetera eccetera.
Se vogliamo l’unico neo c’è stato proprio sul filo di lana quando una cena sportiva ha rischiato di trasformarsi in una festa alla “Cage aux folles” (titolo italiano: “Il vizietto”).
Basta. Finito. E’ stato un anno bellissimo. Un ultimo sincero “grazie a tutti”.
Ora non resta che lo sciogliete-le-righe del 13 giugno e poi…

BUONA ESTATE!

 

 

 

 
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