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U17 contro Amatori Pall. Savona Stampa
Scritto da Gianfranco   
Lunedì 14 Aprile 2014 05:52

Vado avrebbe potuto essere alla nostra portata, ma troppi  errori puerili ci condannano con severità 

Amatori Pall. SavonaSidus Life&Bk Genova   51 - 31  ( 6-7 / 18-5 / 15-11 / 12-8 ) 
Pall. Savona: De Lucia 10, Saturni 15, Griffa 13, Albertini 6, Cardettini 6, Grimaldi, Magini, Gatto, Cerruti.  All. Gatto
Sidus: Pastorino 3, Marelli 14, De Giovanni 2, Bruno 14, Cambiaso, Bonni, Albezzano, Sobrero.  All. Roncarolo
Arbitri: Regoli e Ghersi

Le loro ragazze, quelle vere, non quelle a referto (due in borghese), sono sette. Noi (addirittura) in otto. Caldo, nel pallone di Vado, ed uno strano odore nell’aria...

L’avvio è positivo, ma la tripla di Pastorino è una pallida bandierina, perché andiamo a canestro poco o niente. Ma succede anche a loro, per fortuna. Come ci  accade sempre, ma ormai non serve più sottolinearlo, andiamo al tiro prima dei 24 secondo che ci converrebbe aspettare nei momenti finali del primo quarto: parlare non serve, purtroppo conosciamo poco il gioco e pratichiamo poco o niente il ragionamento su cosa fare in campo. Infatti, nel secondo quarto acceleriamo ogni azione e mentre Vado lavora il pallone e ci fa faticare in difesa, noi sparacchiamo dopo due passaggi o passiamo a tagli impossibili al primo passaggio. Mucchi di palle perse. La nostra difesa si apre e fa passare, senza contrastare, diverse entrate. In più occasioni Vado prende anche due o tre rimbalzi offensivi consecutivi. Sulle palle vaganti mettiamo delle ditine tremolanti, chiudendo gli occhi, che sono pieni di paura. La somma di tutto questo fa 24-12 all’intervallo. Ci parliamo all’aperto, perché le ragazze soffrono il caldo. Il rientro è più pimpante, con due contropiedi di Marelli. Sbagliamo tiri liberi a volontà, ma finalmente, dopo un 0 su 5, Bruno ne mette uno e arriviamo a -7, e il loro referto è ancora a secco. Ma in un nostro contropiede 3c1, passiamo direttamente in mano all’unica che rientrava in difesa ed il loro contrattacco è terrificante. Da un potenziale -5 a un tetro -9, che ci taglia le gambe. Invece di recuperare, il terzo quarto è un affanno per non soccombere, e grazie al risveglio di Bruno tutto sommato ci riusciamo, anche se il saldo passivo aumenta di altri 4 (39-23) alla fine del terzo quarto. Nell’ultima frazione potremmo raggranellare dei punticini con efficaci giocate a due che Vado non riesce a contenere, ma abbiamo percentuali da sotto di meno del 50%, mentre in difesa le gambe ci cedono di schianto. Una partita di fine stagione, certo, dalla quale, però, conviene, per l’ennesima volta, trarre un invito a riflettere sulle carenze che ci animano, quelle che riguardano l’intensità del gioco, la volontà di combattere e soprattutto la concentrazione nell’esecuzione dei gesti di gioco. E’ vero, ala fine di un’annata faticosa tutto è più difficile, ma riflettere non costa niente, per il domani

 


 

 
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