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Spareggio Quarti di Finale serie C Reg Stampa
Scritto da Marco   
Martedì 08 Aprile 2014 06:16
 Peccato, non è andata...

Dopo aver ruggito per trentadue minuti, alla fine il topo ha dovuto arrendersi.
Però ha combattuto. Ha lottato, ha corso e si è buttato su tutti i palloni finchè ha avuto il fiato di farlo. Per qualche minuto anche quando il fiato non lo aveva proprio più.
E questo è stato davvero bello.
Da parte mia voglio ringraziare Chico e le ragazze per avermi fatto fare un tuffo nel passato (fortunatamente senza le stesse devastanti conseguenze: l’ultima mia collaborazione con una squadra femminile senior, si è conclusa con un matrimonio ed è proseguita con due figlie, una delle quali ben conosciuta in Sidus! E c’è chi mi chiede perchè preferisco occuparmi di bambini…) sopportandomi in palestra e ascoltando le mie urla in partita.
So che dopo una sconfitta qualsiasi complimento può sembrare inutile, però per me siete state comunque grandi, per grinta e per impegno.
Parafrasando la frase di un celebre allenatore di rugby gallese, non vi hanno battute. Hanno solo segnato più punti di voi.
E dopo un’annata complicata come questa direi che non è poco.
Per finire, un’ultima citazione cinematografica.
“I due nemici”, film del 1961 con Alberto Sordi e David Niven.

 

La vicenda si svolge in Abissinia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il maggiore Richardson viene catturato da un reparto italiano, male armato e senza rifornimenti. Il capitano Blasi lo fa fuggire, sperando riferisca agli inglesi che non vale la pena inseguirli. Ma al Maggiore viene proprio affidato il compito di dare la caccia agli Italiani. Dopo alterne vicende, la guerra in Africa vede la vittoria degli inglesi. Il capitano Blasi ed i suoi uomini vengono fatti prigionieri e condotti alla stazione di Addis Abeba dove incontreranno un ultima volta i soldati del maggiore Richardson che, al momento della partenza degli sfiniti italiani per il campo di prigionia, si schiereranno di fronte agli sconfitti e renderanno loro l’onore delle armi.”
Prevedibilmente il pubblico locale non è stato molto ‘inglese’, perciò accontentatevi dell’applauso dei pochi fedelissimi in tribuna.
Lo avete sicuramente meritato.

 

 

 

 

 
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