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U17 contro Soc. Cestistica Spezzina Stampa
Scritto da Gianfranco   
Venerdì 07 Febbraio 2014 06:51

Incredibile ma vero, qualche cosa di positivo nella più dura serata di sempre

Soc. Cestistica SpezzinaSidus Life&Bk Genova  91 – 10  ( 31-2 / 20-2 / 22-1 / 18-3 )
Cestistica Spezzina: Corradino 22, Aldrighetti 14, Ardoino 10, Faggioni 14, Carnasciali 20, D’Elia 4,  Peruzzi 2, Bertoni, Cicala, Arioni, Venturini.  All. Corsolini – Basso
Sidus: Bruno 3, Bonni 2, Saturnino 3, De Giovanni 2, Cambiaso, Pastorino V., Marelli, Sobrero. NE. Albezzano.  All. Roncarolo
Arbitri: Cannata e Campagnolo

Nove ragazze a referto, ma Albezzano non può giocare a causa dei cerotti su tutto il corpo per cercare le allergie. Saturnino annuncia durante il riscaldamento che le gira la testa. Pastorino dopo pochi minuti di gara accusa dolori per crampi ed esce...

Incontrare la Cestistica Spezzina è già dura di per sé, ma in queste condizioni diventa proibitivo, quanto lo è stato arrivare fin qui e tornare a Genova guidando sotto una pioggia ed un vento torrenziali ed incessanti. Eppure la 2-1-2 messa lì sul momento si comporta molto bene. Certo, da fuori qualche volta la mettono, soprattutto facendo girare molto bene la palla con passaggi di ribaltamento a due mani sopra la testa e anche da scarichi sull’ 1c1 (che sui ribaltamenti fatichiamo a contenere, ma che poi chiudiamo bene in aiuto), tuttavia le ragazze sono dinamiche e lavorano bene, suscitando una buona sorpresa. Diversa è la musica sotto la pressione individuale con raddoppi e con anticipi ossessivi a tutto campo. Lì purtroppo paghiamo sia l’impatto con questa durezza difensiva, sia l’incapacità di regolarsi nello smarcamento. Subiamo fisicamente tutti i movimenti in campo e fatichiamo molto a porre rimedio con i giusti movimenti sincronici per passare e ricevere. Zazzano all’andata aveva retto benissimo contro la pressione, ma con il suo infortunio altre devono sobbarcarsi l’onere di affrontarla e le linee di passaggio non vengono aperte dai giusti movimenti di smarcamento. Con Saturnino ferma in panchina perdiamo anche in capacità di attaccare il canestro e chi è in campo si fa buttare fuori, verso le linee laterali. Meno male che Bruno aiuta sia in appoggio a tutto campo, sia procurandosi delle ricezioni vicino all’area: ottiene dei falli con delle forti entrate in 1c1, ma non segna i tiri liberi.
All’intervallo ce ne freghiamo apertamente del punteggio e ragioniamo piuttosto sulle cose su cui operare dei veloci miglioramenti. All’inizio del terzo quarto la Cestistica smette di pressare a tutto campo e mette in campo una zona 2-1-2 molto alta nel primo schieramento. Purtroppo anche contro questo schieramento rastrelliamo poca lucidità e già a metà campo ci facciamo imbrigliare dalla difesa non brillantissima, ma aggressiva. Ancora poco pronte e lucide ad affrontare le diverse situazioni del gioco e un po’ stanche per la ripassata che hanno subito, le ragazze subiscono nuovamente contropiedi fulminanti da palle recuperate, mentre, invece, a difesa schierata continuano a fare abbastanza bene con diversi schieramenti, tranne qualche inevitabile colpevole leggerezza di concentrazione e di intensità nelle chiusure sulle entrate, specialmente sul lato debole, dopo averle costrette a lunghe circolazioni di palla. 
Chiediamo uno sforzo a Saturnino, nell’ultima parte della gara, che indubbiamente ci dà più brio e soprattutto più capacità di attaccare 1c1. Gli spazi che riesce ad aprire forniscono finalmente i vuoti nella difesa spezzina per andare a prendere qualche buon tiro: De Giovanni ci prova con fiducia, anche Marelli, ma non segnano. Saturnino, che si prende dei falli e tiri liberi e ne mette due, è d’esempio anche in difesa, con chiusure e raddoppi finalmente di intensità, imitata dalle compagne, per cui, alla buon’ora, a finire per terra nei contatti non sono solo le nostre ragazze, ma anche le loro. Purtroppo continuiamo a non segnare i tiri liberi meritati da qualche entrata in più, mentre Cestistica, più leggera di testa, sembra un martelletto da orologio-sveglia.
Ritorniamo nella notte nella bufera, con molti segnali utili in borsa, per riflettere e per poter apprendere dalle nostre avversarie cosa siano l’intensità e la fisicità, anche per delle ragazze. L’insegnamento è stato pesante e la lezione ci ha colti nelle peggiori condizioni possibili, ma pur subendo tantissimo abbiamo portato a casa delle buone esperienze difensive e tante occasioni di gioco in cui avremmo dovuto tutto e subito. Non ce la si è fatta del tutto, evidentemente, ed abbiamo pagato un livello di fisicità e di aggressività che questa sera non potevamo di certo esorcizzare con qualche magia. Vedremo quanto sapranno trasmettere le ragazze, dopo questa esperienza, soprattutto alle altre nostre annate, dato che le condizioni attuali dell’U17 sono veramente da ricovero.    

 
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