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Alice a Ferentino Stampa
Scritto da Gianfranco   
Lunedì 15 Luglio 2013 05:56

Alice Ceccardi – Sidus Life & Basket Genova - convocata al raduno di Ferentino della Nazionale U15F, in previsione del torneo di Kavala (Grecia) di fine luglio.

Genova, 12 luglio 2013. Per la Sidus è un onore poter salutare la partenza di un’altra sua atleta verso un raduno di una nazionale giovanile!...

Alice Ceccardi (1998) fu convocata qualche mese fa a Pesaro ed evidentemente fece una buona impressione, visto che in questi gironi andrà a misurarsi con le proprie compagne per guadagnarsi un posto fra le 12 che partiranno per la Grecia il 25 luglio. Convocate in 16, purtroppo in 4 dovranno stare a casa. Quali carte si gioca la nostra Alice?
Ha cominciato a giocare fra le femmine, con la Sidus, solo due campionati fa, dato che all’Auxilium non avevano ancora squadre femminili. Arrivò da noi con molta convinzione e lì cominciò il lavoro tecnico partendo con notevole ritardo rispetto alle società femminili nostre avversarie in Liguria. Le ragazze dovrebbero staccarsi al più presto dalle squadre miste perché maturano prima e la pallacanestro che possono giocare con dei compagni di 11-12 anni, praticamente ancora dei bambini, a quell’età è tatticamente (e spesso anche fisicamente) indietro rispetto ai campionati femminili. Spesso, infatti, in quelle squadre le ragazze sono le più forti. Le più brave si mettono in mostra, e giocano, le più fragili…non giocano mai, e smettono. Alice giocava, ma coi bambini, e non migliorava. Le cose, purtroppo, stanno così. Non è stata l’unica, Alice, in questi ultima anni, a pentirsi, una volta inseritasi nelle squadre di ragazze, di non averlo fatto prima. Ma così funzionano le cose: compagne e compagni di squadra sono amici da anni e alle ragazze dispiace a abbandonare il gruppo, anche se gli ormoni fanno il loro corso. Purtroppo alle ragazze e alle loro famiglie risulta difficile fare questo passo, così si perde del tempo prezioso.
Due anni fa il nostro gruppo di ’98-’99 si era appena formato, facendo una certa fatica a cambiare il ritmo agonistico di ciascuna, dagli anni precedenti a quel nuovo basket femminile, così più agonistico, impegnativo mentalmente e di già alto livello tecnico. Le difficoltà di quell’anno agonistico furono per il 60% mentali e per la restante percentuale tecniche. Alice si sentiva un “centro” puro, ma chi la vedeva in palestra ne ammirava anche il gioco in campo aperto e la facilità a trattare il pallone.
Nel frattempo fu un’altra nostra ragazza ad assaggiare la convocazione in nazionale. Cercammo di prepararla adeguatamente per l’impegno e ci andò. Forse lì cominciò a vedersi proiettata verso mondi che si trovano molti passi più avanti al suo. Forse il suo legame con le compagne non era per lei poi così importante, così, a cinque giorni dall’inizio dei campionati, dopo l’estate, ci abbandonò bruscamente.
La cosa segnò molto le compagne, che fecero una gran fatica a riprendersi. L’avvio dell’annata si fece ricco di ostacoli, ma pian piano si riprese il cammino. Era chiaro che ora toccava ad Alice crescere, anche perché dimostrava di avere qualche numero in più di chi ci aveva abbandonati. Così cominciò il secondo anno Sidus, con grande impegno, e passo dopo passo iniziò la sua crescita. Per fortuna Alice capì ben presto che il suo gioco poteva essere ampliato a tutto il campo. La sua altezza non è così ragguardevole da permetterle di vedersi in un futuro stabile sotto canestro. Imparò così a rendersi utile su tutte le parti del campo, dilatando il suo orizzonte tecnico. La sua forza e soprattutto la sua determinazione le permisero, una volta convocata ad un raduno di nazionale giovanile a Pesaro, di mettere in mostra il suo gioco spigoloso e deciso. Intanto Azzurrina Liguria (con le finali proprio a Genova) le consentiva di vivere esperienze a cui ora era pronta, proiettata com’era sempre stata verso una propria immagine di autentica giocatrice, pronta a dedicare tempo e fatica per questo obiettivo. Con fatica ed impegno provò negli ultimi lunghi mesi a lavorare su di un altro terreno, la concentrazione, che per i giovani lunghi, nella pallacanestro, significa cadere nelle trappole del gioco e caricarsi subito di falli. In molte occasioni Alice si è vista fischiare tre falli in un amen, dovendo passare così decine di minuti in ogni gara seduta a schiumare rabbia. Ma tutto si supera e qualcosa in questo campo si è visto, nella parte finale dell’anno. Nonostante l’avvio difficile, l’indebolimento della squadra per l’addio improvviso della forte compagna, il tempo da recuperare contro i club femminili liguri, Alice impersonò con grande serietà il proprio ruolo, pagando lo scotto di un pesante infortunio alla caviglia.
Siamo così arrivati alla vigilia della sua partenza per il raduno. La caviglia è molto riposata, la concentrazione è aumentata, la determinazione poggia su una solida volontà, l’identità di giocatrice è decisamente pronta. E’ il momento di tifare perché si possa conquistare il posto per la Grecia. Come le ha scritto una compagna: Forza fenomeno!  

 
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