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U19 contro Cestistica Savonese Stampa
Scritto da Gianfranco   
Sabato 16 Marzo 2013 13:34

Harakiri di proporzioni inaudite a Savona

Cestistica Savonese  –  Sidus Life&Bk Genova  54 – 46  (6-11 / 9-14 / 23-7 / 22-14)
Cestistica Savonese : Alesiani 15, Corso 11, Zanetti 23, Tesserin  3, Vallarino 2, Colombo, Fabiano, Scardaci.    All. Pollari
Sidus : Ronzitti 8, Furolo 1, De Ferrari 16, Baldelli 5, Rossi 8, Solari 6, Farinetti 2, Roncarolo, Zazzano. NE Pieri.   All.i  Roncarolo - Barsotti
Arbitri: Regoli e Corzoni

Non è stata superbia, non è stato l’afflosciamento su sé stesse di che aveva la certezza di vincere. L’impressionante calo nel secondo tempo fa parte di quegli episodi, di cui la storia dello sport è piena, che si possono descrivere solo come harakiri...

Beninteso, le ragazze della Cestistica, menomate nel numero e in grave crisi nella partenza della gara, hanno vinto strameritatamente e certamente una parte delle ragioni del nostro (impressionante) calo sta nella loro volontà di risollevarsi dopo l’annaspamento dei primi venti minuti. Ma proprio in quel periodo iniziale si erano cominciati a vedere i sintomi del suicidio collettivo: la palla messa in mano alle avversarie, i passaggi al vento, i contropiedi solitari sbagliati, il passaggio non trattenuto, l’infrazione di passi di partenza da sola, quella di doppio palleggio, il canestro sbagliato da sotto invece di segnare i due punti e prendersi anche il tiro libero. A compensare questi sintomi, però, abbiamo avuto una buona difesa ed un attacco abbastanza fluido, che si è fatto più sicuro nel secondo quarto (aperto con due triple), a significare il lento ma progressivo progredire verso un vantaggio sempre più solido.
Finire 15-25 il primo tempo è stato persino deludente, dato che i punti regalati sono stati almeno 10.
E qui finisce la storia. Infatti ora la Sidus va in trance e la Cestistica capisce che può rianimarsi. Non ha molte carte da spendere, menomata com’è, ma ogni sua ragazza diventa una leonessa, mentre le nostre facce sono da Museo delle cere. Le ragazzine del 97 che hanno preso il posto delle assenti diventano protagoniste e danno man forte alle star della squadra, che fino a quel momento non riuscivano a passare la difesa avversaria. Intanto Ronzitti rimedia un fortissimo colpo alle coste e si teme qualcosa di grave. Nel frattempo, invece di procedere a delle rotazioni per darci fiato e prepararci al finale, ci tocca invece essere sorpassate: dal 15 a 25 del finale all’intervallo si passa al 38-32 del finale di terzo quarto. Il break è stato terrificante, ma sarebbe ancora ovviamente rimediabile, e tutto dipenderà dallo spirito che sentiamo in corpo. Ma ormai la frittata è fatta e il tiepido risveglio assomiglia ad un incubo. Facciamo fatica a segnare, ma qualcosa facciamo; invece Alesiani, Zanetti e Corso sono sicure di sé al tiro e nel finale riescono anche a costruire qualche bel contropiede che ci mettono definitivamente in ginocchio, anche perché a -6 a quasi 3 minuti si poteva sì riprenderle, ma non con l’indecisione e la mancanza di iniziativa che si erano impadronite di ogni nostro movimento. Le azioni d’attacco non erano nemmeno poi male, sovranumerando le avversarie e girando bene la palla. Ma la palla girava e basta e i palloni giocati in area sembravano fatti o di sapone Sole o di piombo. Mentre nessuna tirava da fuori, tantomeno da tre, bloccate com’erano dall’apnea e dalla paura. I rimbalzi? Neanche a parlarne, tutti calamitati dalle savonesi. 
Magnifica soddisfazione per le ragazze della Cestistica che meritano ogni complimento, essendosi trovate depauperate di tre giocatrici che combinavano per 20 p. circa ad ogni incontro con noi.
Mistero fitto sulle cause, tutte mentali, del nostro crollo-harakiri.
La riflessione su tutto questo andrà fatta tra le ragazze e a mente fredda.
Mercoledì 20 sera ci sarà gara2. Capiremo molte cose già dalla palla a due. Nella fondata speranza di tornare a Savona per gara3.   

 
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