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U17 contro NBA Zena Stampa
Scritto da Gianfranco   
Lunedì 14 Maggio 2012 17:08

L’ansia blocca la testa ed il corpo. Si vede qualcosa di nuovo, ma poi viene buttato.

Sidus Life&Bk GenovaNBA Zena   37 - 49   (7-15 / 15-7 / 5-12 / 10-15 )
Sidus:  Baldelli 10, Bruno 5, Facchini 5, Sigona 5, Ceccardi 10, Saturnino 2, Pastorino V., Pastorino A., Albezzano, Seves, Sobrero, Zazzano.   All. Roncarolo
NBA: Daneri 8, Nezaj 8, Robello 5, Zanetti  22, Sansalone 6, Minucci 1, Segalini, Varoli, Ferro.   All. Marinaro
Arbitri: Furolo e Altamura

Ancora una volta sono i nostri stessi limiti caratteriali, più che i meriti delle avversarie, a farci gettare alle ortiche l’occasione di giocare alla pari e, magari, di portare a casa il risultato...

Giochiamo decentemente i primi due quarti, ma sprechiamo molto sotto canestro, anche dopo avere costruito delle occasioni decenti. Il ritmo di gioco è soddisfacente e l’atteggiamento di squadra è abbastanza fluido, ma, come tante altre volte, ricompare il fantasma e fa saltare i nervi alle nostre ragazze, che eseguono male il gesto tecnico dell’ultimo tiro, dell’ultimo passaggio dell’azione. Così abbiamo palle perse, errori sotto misura e sfruttiamo poco quanto abbiamo migliorato nello stare sul campo. Difensivamente, poi, nel primo quarto non teniamo l’1c1, ci dimentichiamo sistematicamente del tagliafuori e ci aiutiamo poco. La giornata non è un granché anche per lo stato di forma delle singole, infatti non ce n’è una che sia veramente lucida e, anzi, in diverse sono decisamente poco presenti a sé stesse. Nonostante tutto questo, stando aggrappate al sistema di gioco riusciamo ad andare all’intervallo sulla parità (22-22). Alcuni cali di concentrazione individuali ci stroncano nel terzo quarto, collezionando molti svarioni e molte palle perse. La palla non gira più. Siamo tutte immobili e segneremmo un solo canestro, se non fosse per la tripla di Baldelli che ci risolleva un po’ nel finale. Baldelli si ripete anche all’inizio del’ultimo quarto, ma il tono della nostra gara scende agli inferi: gli occhi carichi di rassegnazione fanno imbestialire il coach, che suona la carica. Ma per quanti sforzi si possano fare, e nonostante il tardivo risveglio di qualcuna (a meno di 2 minuti dal termine!), la riscossa è limitata e manca la lucidità persino per capire che si deve fare un fallo per interrompere il gioco, lo si era detto nel minuto di sospensione: invece, raddoppiamo un’avversaria, ma non le facciamo fallo e, addirittura, la lasciamo passare e la partita va al termine. Bisogna lavorare tanto sulla capacità di stare concentrate, di eseguire quanto si deve, di stare unite, senza frastagliarci nell’ansia di ciascuna. I frutti del lavoro in allenamento si sono visti, nella prima parte della gara. Aggrappiamoci a quelli e continuiamo su questa strada, appiccicandoci i miglioramenti individuali. E stiamo tutte unite, aiutandoci in campo.   

 
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