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U17 contro Cestistica Savonese Stampa
Scritto da Gianfranco   
Mercoledì 21 Dicembre 2011 09:28

Sconfitta con Cestistica in ampia sotto-leva, ma miglioramenti decisivi  

Sidus Life&Bk GenovaCestistica Savonese   24 – 61  ( 4-15 / 6-17 / 10-12 / 4-17 )
Sidus : Zazzano 4, Solari 8, Baldelli 8, Facchini 3, Bruno 1, Ravera, Sigona, Saturnino, Pastorino V.   All. Roncarolo- Barsotti
Cestistica Savonese : Tesserin 1, Ariù 12, Iannuzzi 13, Marchetti A. 6, Marchetti C. 14, De Martini 4, Carzolio 2.   All. Pollari

Due partite in 2 giorni spaventano sempre e si cerca di evitarne la programmazione, finché le esigenze di calendario e di impegni delle due società le impongono. Invece bisognerebbe cominciare a pensare di renderle obbligatorie, qualche volta, nel corso dell’anno...

Infatti danno adrenalina, obbligano a degli extra-sforzi, danno un altro appuntamento a cortissimo raggio da quello precedente e spingono ad essere concentrate e a fare confronti stimolanti con le 24 ore prima. In questo caso, dopo la soddisfacente vittoria “operaia” contro Loano (19 dicembre sera), a un giorno di distanza ecco lo stimolante confronto con la Cestistica u17, tutte nate nel ’95, più due ’97 di alta caratura. Giocare contro le più vecchie (per molte di noi son 3 anni di più) e per di più brave avversarie fa molto bene. L’impegno è subito preso con serietà e già in questo la squadra dimostra di avere ormai abbandonato alle proprie spalle quella tragica tendenza a partire molli e senza spirito che aveva fino a 10 giorni fa. Facciamo fatica ad andare a canestro, se non fosse per due incursioni di Zazzano, ma giriamo piuttosto bene la palla. Appena Savona la recupera, però, la sua bella preparazione le permette di scatenare dei contropiedi molto efficaci ed in queste realizzazioni si mette subito in luce Ariù, con ben 5 segnature nel primo quarto. Da qui viene il maggior bottino della Cestistica, che invece sembra un po’ meno temibile nel gioco manovrato. Ci abbiam studiato sopra, qualcosa difensivamente è cambiato, dalla trasferta a Savona. Sullo stesso metro di “attività di contenimento e di studio” va via anche il secondo quarto, nel quale Savona manovra molto la palla e distribuisce assai bene i punti (segnano in 7, tutte, meno Iannuzzi), mentre noi riusciamo a creare dei giochi dentro-fuori abbastanza proficui per tirare da 3 e metterne 2 (Solari e Baldelli).  Sul punteggio calcistico di 1-3, andiamo all’intervallo sotto 10-32. Le misure ragionevolmente sono queste, le abbiamo capite, ora si tratta di raschiare qualcosa di più. Chiediamo alla squadra di incrementare il lavoro difensivo, cosa che viene fatta con grande intensità e ne viene fuori il quarto di maggiore resa tecnica per tutte e due le squadre. Ora il pubblico potrebbe apprezzare con gusto il lavoro che le 10 ragazze in campo fanno per superarsi, in un quarto di gioco quasi in parità, con la nostra difesa che ci mette chiaramente qualcosa (o anche un po’ più di “qualcosa”) in più, e Savona che è costretta a sua volta a pensare nuove strade per andare a canestro. Così portiamo i loro attacchi a molti secondi di durata, ma poi loro inventano dei lob che ci spiazzano e che ci costringono a ragionare sui meccanismi di aiuto difensivo. Sparisce l’effetto dei loro blocchi, ma aumentano i ribaltamenti, costringendoci ad imparare a recuperare verso il lato d’aiuto senza farci infilare con movimenti dinamici di 1contro 1. Intanto molte delle nostre migliorano di qualcosa nel tagliafuori e addirittura si comincia a sentire qualcuna gridare in campo le disposizioni per le compagne. Alesiani diventa molto importante, nella Cestistica, per sbloccare diverse difficili situazioni, con una tripla, ma soprattutto con l’arte passatoria. Dopo avere subito 16 canestri nei due quarti precedenti, ora riusciamo a subirne solo 3 (Iannuzzi, Marchetti  A. e De Martini, più la tripla citata). Raggranelliamo qualcosa anche in attacco, ma è chiaro che l’argomento della lezione serale, contro avversarie così brave, è diventata la difesa. Il rapporto calcistico passa da 1-3 a 2-4, infatti chiudiamo il terzo quarto sul  20-44. il punteggio è inequivocabile. Le due squadre stanno lavorando su obiettivi tecnici e si comportano molto bene in campo. Qualcuno, invece, ma sugli spalti, si impegna in una contesa con il proprio sistema nervoso e si agita (ed agita la partita) per il punto in più o in meno che il tavolo (alle prime armi) magari sbaglia di segnare. Con l’accento sulla “i”, a Milan se diss “Agites no!” . Sistemata anche la gravosa e decisiva questione del punteggio, la partita riprende sullo stesso medesimo tracciato, per noi utilissimo per imparare. Purtroppo, dopo averle contenute a lungo e su di un parziale di 4-6, all’uscita di Baldelli, a meno di 3 minuti dal termine, ci disuniamo a metà campo e come polle consegniamo alle avversarie i palloni per ben 4 contropiedi più 3 tiri liberi da fallo di frustrazione. Abbiamo tenuto per quasi 2 quarti, ma all’uscita della capitana abbiamo ceduto le armi, di testa e di fatto. Savona, invece, giustamente affamata di punti, lucida, ci ha punite. Imparare.

 
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