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U17 contro Cestistica Savonese Stampa
Scritto da Gianfranco   
Domenica 13 Novembre 2011 19:35

Avvio di grande fatica, ma impegno a volontà e miglioramenti in vista.

Cestistica Savonese  –  Sidus Life & Bk Genova  76 – 21  ( 19-4 / 24-10 / 23-3 / 10-4 )
Cestistica Savonese: Marchetti A. 13, Carzuliu 4, Dagliano 4, Iannuzzi 13, Alesiani 14, marchetti C. 8, De Martini 2, Tesserin 2, Ariu 8, De Martini 2, Revello, Rebagliati, Titune.   All. Pollari
Sidus: Facchini 3, Solari 1, Ceccardi 3, Sigona 1, Bruno 2, Ravera 2, Baldelli 5, Saturnino 2, Prati, Zazzano, Pastorino V., Lambardi.   All. Roncarolo
Arbitro: Pau di Vado Ligure

Aggiungendo ad un bel gruppo già cresciuto a Savona negli anni scorsi un consistente apporto da Vado Ligure (le brave ragazze che affrontavano in sotto età le nostre 94 negli anni scorsi!), Cestistica ha creato un bel gruppo piuttosto compatto e motivato per l’U17...

Sapevamo le difficoltà che avremmo incontrato affrontando un campionato così sproporzionato per la nostra leva: addirittura, presentando ben 3 ’98 ci siamo esposti al 30-0 a tavolino in caso di ricorso da parte della squadra avversaria, cosa impensabile nel quadro di sportività e di condivisione dei progetti giovanili nostro e della Cestistica. Ma questo gruppo ne parlò questa estate al meeting e decise di buttarcisi. Con l’ausilio dell’esperienza soprattutto di un paio di ragazze “in età” da u17, le altre, tutte ’97 (e addirittura ’98) hanno affrontato la gara con il giusto spirito dell’esperienza da fare, costi quel che costi. Ne è uscita una partita onorevole, che abbiamo giocato sempre in pressione a tutto campo, ruotando continuamente le giocatrici in campo, chiedendo a tutte di maturare esperienza direttamente in campo, nel caldo rovente dell’agonismo contro avversarie anche di 3 anni più “vecchie” ed esperte. Una partita giocata a sprazzi, da un lato, e con tante piccole fatiche in più, rispetto alla propria categoria, che in ogni movimento davano a ciascuna delle nostre un sovrappiù di nervosismo, incertezza e instabilità. Quando si son trovate a una reattività diversa, ad una fisicità diversa, ad una forza diversa, le nostre non si son certo tirate indietro, ma fatalmente hanno pagato un prezzo in termini di lucidità: lo dimostra il disastro iniziale ai tiri liberi (neanche il ferro, a volte!). Gli sprazzi sono spiegabili con la difficoltà a mantenere il medesimo registro di gioco, la stessa concentrazione, senza avere troppi cali di intensità o di concentrazione. Purtroppo qualcuna ha sulla propria coscienza – e dovrà rifletterci – la propria insufficiente intensità, soprattutto in difesa, ma in diverse, al contrario, possono essere soddisfatte dei progressi che hanno fatto proprio durante la gara. In generale, proprio per la pressione fisica data dalla differenza di peso ed età, abbiamo mancato molte occasioni facili da realizzare, proprio perché ci si arrivava con quello sbilanciamentino che di solito non si ha, con quell’accelerazione che di solito non è necessaria, con quel colpettino che di solito non si prende. Il punteggio non inganni, non si è trattata di una partita dominata da uno stile di gioco che ne ha ammazzato un altro: è vero che si tratta di un 3-1 calcistico, che è un 3-1 e non un 7-2 e che puntiamo a che diventi un 3-2. Si è trattato di una bella partita di pallacanestro fra due realtà di buono spessore, con un rapporto di forza decisamente sfavorevole ad una delle due che chiaramente si è imposta.

 

 
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