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U17 Spareggio Interzona 2011 (analisi tecnica) Stampa
Scritto da Gianfranco   
Martedì 03 Maggio 2011 13:31

Sconfitta amara nello spareggio con San Raffaele per l’accesso agli Interzona

San Raffaele Bk Roma  – Sidus Life&Bk Genova  70 - 63   (21-26 / 24-10 / 13-16 / 12-11 )
San Raffaele: Rubinetti 11, Marchetti 5, Cecchetti 2, Russo 7, Monti 8, Pasquini 2, Romeo 10, Roca Veliz 27, Favetti, Brancolini. NE: Servillo, Abbatelli.  All. Russo – Brusciano
Sidus: Ronzitti 31, Furolo 4, De Ferrari 13, Rossi 15, Roncarolo, De Camillis, Pieri, Solari, Baldelli, Farinetti. NE: Tanda.  All. Roncarolo-Barsotti
Arbitri: Guidi e Massafra

 

 

A Firenze una partita deludente, giocata spesso con affanno e, nel finale, con una evidente penalizzazione: quelle nostre ragazze che hanno patito gli infortuni nelle ultime settimane hanno pagato coi crampi un rientro che ci aveva tanto confortati...

San Raffaele, mai doma, lodevole e con sprazzi di talento (tiro da 3) ma anche carica di volontà di fare bene. Sono ragazze giovani che nei break che hanno subito durante la gara non si son perse d’animo e hanno saputo ben sfruttare i nostri momenti di calo e le nostre perdite di titolari in campo. Su tutte Roca Veliz, che tre anni masticò amaro a Bologna, agli interzona, quando giocò contro di noi, con la squadra di Guidonia priva della brava Sarita Marchetti, che era gravemente infortunata al ginocchio.
La partita. Come al solito patiamo il caldo umido (uno storico inspiegabile problema tutto Sidus). Forse anche per questo, ma di certo più per un cattivo approccio ai primi minuti della gara, patiamo un avvio-no, subendo dei contropiedi (non proprio veloci) rientrando male, ma anche dei canestri sguscianti in area, lente in difesa e con poco aiuto di squadra. Abbandoniamo presto la zone-press perché siamo in affanno, e cominciamo a risalire partendo dal 12-4 iniziale per loro. Con costanza e con sicurezza le riprendiamo e poi le superiamo grazie al trio Rossi-De Ferrari-Ronzitti in grande alternanza, con due magnifiche triple proprio della capitana, Ronzitti. Ben tre le triple avversarie, Russo e Veliz (prevedibili) e Rubinetti (un po’ meno), utili però a contenere il passivo, perché il bandolo della matassa è in mano nostra. Infatti, nonostante qualche errore grave di distrazione nel finale, chiudiamo il primo quarto avanti 21-26. E’ un punteggio troppo alto per entrambe le squadre e la nostra scarsa distribuzione di punti ci dovrebbe far temere il pericolo. Avevamo studiato bene gli scout delle romane, le loro 6-giocatrici-6 attorno e le loro caratteristiche individuali. Così, quando nel secondo quarto è una (Monti ‘96) che non figurava in nessuno scout, né in campionato, né nei playoff laziali, a infilarci due triple mortifere, lo sconcerto diventa veramente forte: sta succedendo qualcosa di imprevisto, oltre alla loro indubbia bravura nel farci circolare la palla contro. Così, mentre noi subiamo in modo eccessivo una mini-pressione individuale e ci intestardiamo a non muovere il pallone, San Raffaele trova coraggio e infila altre due triple (siamo alla spaziale percentuale di 7/9 nel primo tempo, 21 p. su 45 !), oltre a segnare in modo più prevedibile anche da sotto o al tiro libero. Il secondo quarto è durissimo, per noi, che lo perdiamo 24-10, andando al riposo sul 45-36. La loro media in proiezione sull’intera gara ora è di 90 punti (con il 50% dei punti da 3), la nostra 72. Entrambe non riusciremo a mantenere questo ritmo.
Il nostro rientro, dopo la sosta, è di pura sostanza: difesa solida a metà campo, palle recuperate, poco contropiede, ma tanta convinzione. Con un forte 7-16 arriviamo alla parità sul 52-52 e cominciamo a vedere qualche bagliore all’orizzonte. Ma, ancora una volta, nel finale del quarto paghiamo questo allungo con delle gravi distrazioni difensive che mandano Roma in lunetta per 4 dei loro 6 punti finali.  Il punteggio alla sosta dice 58-52, ma l’inerzia sembra almeno pareggiata. L’ultimo quarto, però, ci consegna le nostre due giocatrici più in vista (Ronzitti, 27 p. fino ad ora, e De Ferrari, 11 p. e tantissimo lavoro a rimbalzo e nel cucire il gioco) cadere a terra urlando dal dolore. Entrambe sono state fuori per settimane, negli ultimi tempi, patendo malattie ed infortuni. E qui purtroppo lo pagano. A quasi 6 minuti dal termine, ancora sotto di 6, raccogliamo le forze nel minuto di sospensione per ri-pressare con un quintetto basso. Tra stretching e urla di dolore, per 2 volte le due titolari provano a rientrare, ma qualche loro generosa forzatura apre fatalmente gli spazi al San Raffaele. Con degli interventi sinceramente assai “decisi” riusciamo a fermare dei loro contropiedi, tuttavia specialmente Roca Veliz approfitta di qualche nostro calo di attenzione sul lato debole, segnando importanti secondi tiri ed anche tiri liberi. I nostri quintetti roteano in campo, tengono ed anche graffiano, ma il vantaggio dell’inizio dell’ultimo quarto rimane inalterato. La talentuosa giovane squadra romana passa dunque agli interzona. Noi, segnati dalla coda di una annata veramente difficile, rendiamo onore alle vincitrici e accettiamo la legge dello sport. Ci rimane il sintetico commento finale di una di noi: han vinto loro, più che perso noi. Come non essere d’accordo? Se una squadra segna 8/11 da 3, per un terzo dei propri punti, bene o male merita qualcosa in più, quel qualcosa che ci è pesato come un macigno, oltre alla perdita delle importanti titolari nel momento finale e chiave della partita. Arbitraggio molto valido, sempre coerente e sicuro.
Auguri San Raffaele!     

 
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