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U17 contro Valdarno (Spareggio Interzona) Stampa
Scritto da Gianfranco   
Mercoledì 28 Aprile 2010 08:33

U17 – SPAREGGIO PER L’AMMISSIONE AGLI INTERZONA:
VITTORIA A MILANO CONTRO VALDARNO
  (27 aprile 2010)

Sidus L&Bk Genova – Nuova Pallacanestro Valdarno  78 - 56  (16-6/18-18/26-8/18-24)
Sidus : Ronzitti 20, Ramò 28, Farinetti 2, De Ferrari 15, Pieri 4, Rossi 7, Furolo 2, Roncarolo, Savino, De Camillis, Pregliasco. Baudo.   All. Roncarolo – Giacobbe – Barsotti
Nuova Pallacanestro Valdarno : Pieraccini 15, Pacini 10, Matteini 9, Palazzini 7, Livi 11, Brandini 2, Palazzini 2, Zucconi, Prosalin, Sangalli, Ricci.   All. Morelli
Arbitri: Silva di Seregno e Betini di Milano

Uno spareggio è sempre uno spareggio, con tutta la tensione emotiva del “…o dentro o fuori! ”...

Obiettivamente svantaggiata dal chilometraggio, Valdarno arriva dalla Toscana con un percorso ben più lungo del nostro. Il palazzetto è quello della storica squadra di Milano3 che, nel 2000 (allenatori Bisin e Rocco), vinse il titolo nazionale cadetti (l’odierna u17), battendo in finale nazionale la Benetton! Per contro, Valdarno è un’altra delle rarissime società non professionistiche (solo 4 nella storia del basket giovanile) che, anch’essa partendo dalla condizione di “società minore”, nei primi anni ’70, guidata da coach Lorenzini e con i celebri Mannella e Masini & co. in campo, vinse dei titoli giovanili (per la precisione gli allievi e i cadetti  - U15 e U17). Chi ci apre gli spogliatoi vinse quel titolo di Milano3 nel 2000 e il dirigente di Valdarno che ci saluta al suo arrivo era parte della epica squadra di Valdarno. Noi ci accostiamo con rispetto a queste dimensioni dello sport vero e oggi, nel nostro piccolo, cercheremo di dire la nostra per sfruttare la carta d’accesso che questo spareggio ci offre per conquistare gli interzona. La partita nasce bene per noi, che in un amen andiamo a canestro con tutte le ragazze in campo, giochiamo sciolte e, pur pagando una certa imprecisione al tiro, buchiamo con costanza la retina delle toscane. Il primo quarto ci lascia sperare che già dal secondo si possa mettere una prima bella firma all’incontro. Invece, proprio nel secondo quarto, Valdarno fa la voce grossa, infatti prima va a segno con Pieraccini, Matteini e Pacini e poi mette anche due triple, con Palazzini, più una terza, allo scadere, con Livi. Così, invece di portarci decisamente avanti, nel secondo quarto abbiamo concesso gli spazi per le loro entrate e per i loro tiri dal perimetro; mentre in attacco abbiamo trovato punti solo lanciando Ramò e chiedendo delle iniziative a De Ferrari, con un gioco latitante e con palleggi troppo insistiti. Così Valdarno fa 18-18 e si va all’intervallo avanti 34-24. Alla ripresa del gioco dopo l’intervallo, però, la difesa funziona in modo ben diverso e soprattutto la distribuzione dei punti in attacco è maggiore: Ramò può anche riposare (sia sedendosi, sia lasciando punti ad altre), De Ferrari continua la sua missione (6 p. nel 3z quarto e 7p. nel quarto), esplode Ronzitti (10 p. con una tripla) assieme a Rossi (5p. con una tripla). Il parziale di 26-8 del terzo quarto ovviamente fa molto male a Valdarno e decide la partita (anche 60-30, in un momento, il parziale della gara). Ma mentre il pubblico applaude e sorride, in panchina si respira l’aria delle partite più importanti e si chiede concentrazione ed impegno come se si fosse avanti di 1. Nel frattempo il divario rassicura troppo l’animo delle nostre ragazze in campo e negli ultimi 5-6 minuti della gara Valdarno, mai doma, ci ruba una bella serie di palloni, approfittando della nostra passività. Così Valdarno vince l’ultimo quarto con un bell’orgoglio (segnano 24 p. in 6), mentre noi ci affidiamo prima alle triple ritrovate (Ronzitti 2 e Ramò 1) e poi, finalmente, alla calma e alla concentrazione necessarie, in attesa del fischio finale. Tripudio e subito al lavoro. La nostra stagione prosegue. Tutto il nostro rispetto per la società di Valdarno e per la sua grande storia sportiva, mentre le loro ragazze e lo staff ci salutano con uno sportivissimo “...in bocca al lupo!”.   

 
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