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U13M Riflessioni di fine anno Stampa
Scritto da Marco   
Lunedì 21 Dicembre 2009 09:19
Facciamo il punto sull’Under 13.
6 partite giocate, 4 perse (un solo ‘asfaltaggio’ subito) e due vinte (una a tavolino ma noi accettiamo tutto).
Piano, piano.
Ancora facciamo una discreta confusione in campo.......
Ancora ci mostriamo convinti che saltare per prendere un rimbalzo possa essere poco dignitoso (per quanto anche quando il pallone rotola a terra rimaniamo un po’ dubbiosi circa la necessità di scaraventarsi a terra per acchiapparlo. L’ideale sembrerebbe essere un pallone a mezza altezza in modo da evitarci ogni possibile fatica).
Ancora ci sfugge il concetto difensivo di guardare sempre (SEMPRE) avversario e palla. Di solito preferiamo alternare le due cose in modo da poter – appunto alternativamente - perdere di vista l’avversario (che riceve smarcato sotto canestro) o la palla (che è libera di colpirci alla nuca o alla schiena).
Ancora  manteniamo un certo senso di snobismo per il dai&vai: lo abbiamo provato cinque volte in tutto il campionato con quattro canestri ed un fallo subito ma così è troppo facile. Ci riescono tutti. Molto meglio una sarabanda in palleggio in mezzo ad avversari, arbitri e compagni o un bel tiro da cinque metri (per il successivo rimbalzo si legga il secondo punto precedente).
Ancora riteniamo che ‘alza la testa’ sia un’esortazione all’orgoglio personale e non un consiglio sul passare la palla a compagni liberi vicino a canestro.
Però…però…
Però siamo ormai tutti in grado di tenere il campo (nessuno è rimasto sul terreno meno di un tempo abbondante a partita).
Però lo schema dell’anno scorso (‘palleggio finchè non riesco a tirare o non mi portano via la palla’) viene via via sostituito da azioni più manovrate (o, almeno, dallo schema ‘sarà meglio che passi senza forzare di nuovo se no stavolta Marco mi stacca la testa). Per il dai&vai vedi sopra.
Però abbiamo già avuto dieci diversi marcatori (chi più chi meno. Alcuni dopo una serie di tentativi al tiro che hanno colpito: il ferro, il tabellone, il muro, le tribune, uno sgabuzzino con la porta aperta – a Pegli –, la testa di un compagno – prima partita dell’anno; mi è scesa una lacrima -, l’arbitro e un avversario). Non è poco.
Però abbiamo sicuramente grinta (e vincere una partita di due punti dopo essere stati in svantaggio per 50 a 48 a trentotto secondi dalla fine ne è la prova migliore).
Però – salvo alcuni momenti di caos – ci alleniamo sempre con il massimo impegno e gli effetti si vedono (naturalmente una volta capiti alcuni dettagli tipo: Se nel 5 contro 5 la palla va fuori e io dico ‘chiara’, vuol dire che la rimessa è della squadra con la maglia chiara. Quindi non sto chiamando una di voi che è pertanto esentata dal girarsi verso di me chiedendo ‘Che c’è?’).
Però assomigliamo sempre di più ad una squadra e anche questo – fidatevi – non è poco.
Però posso dire che ci stiamo gradualmente avvicinando al livello che avevo prefissato per fine anno.
Insomma: piano piano i risultati si vedono.
Ora bisogna solamente insistere.
I conti si fanno alla fine.
Ve l‘ho già detto più volte: i campionati giovanili non sono una gara dei 100 metri ma una maratona. Non conta chi è davanti dopo un chilometro o dieci o trenta. Ciò che conta è il livello a cui sarete quando le giovanili saranno finite e cominceranno i campionati seniores.
Nel frattempo: impegno (e io lo vedo) e – non scordiamolo – divertimento (mi sembra ci sia).
E via così.
 
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