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Serie C contro Polysport Lavagna Stampa
Scritto da Gianfranco   
Lunedì 22 Febbraio 2016 12:41

Ancora una volta una falla non tappata ci costa cara  

Polysport Lavagna - Sidus Life&Bk Genova   42 - 38  ( 8-14 / 15-8 / 7-10 / 12-6 )
Lavagna: Di Antonio 13, Cicala 4, Arzeno 13, Rodriguez 9, Primavora 1, Devoto 2, De Matteo NE:Figari, Raggio, La Cava S., La Cava S.  All. Terribile
Sidus: Gatto 13, Mercole 6, Zichinolfi 3, Di Chiara 2, Pieri 4, Saturnino 10, Sobrero, Daneri, Marelli. NE: Cambiaso  All. Roncarolo
Arbitri: Celano e Bajardo

La miglior partita dell’anno...

Se bastasse, l’11 su 14 ai liberi parla da solo, eppure una falla si è aperta durante la gara e averla tappata un po’ troppo tardi ci è costato troppo, assieme al prezzo di un canestro fortuito di Lavagna proprio quando quella botta di sfortuna non ce la meritavamo.
Lavagna, che all’andata ci rasoiò con un 9/10 ai tiri liberi che ci portò ai fatali supplementari, questa sera si ferma all’8 su 16 ai liberi, che ci garantisce un gruzzoletto da parte su cui poter lucrare un po’. Subisce il nostro ottimo avvio e il primo quarto in netto svantaggio: il nostro 7/8 ai liberi e la generosità delle nostre entrate in 1 contro 1 ci dà forza e ottimismo. Caliamo nel rendimento offensivo nel secondo quarto, che giochiamo in modo frettoloso e poco disciplinato, esponendoci a dei veloci ribaltamenti. Nei discorsi all’intervallo cerchiamo di darci delle regole e di caricarci. Il terzo quarto ci dà la prova di quanto abbiamo costruito in tanti mesi ed esprimiamo la migliore difesa in assoluto della stagione: determinazione, forza, unità, concentrazione e aggressività. Lavagna si affida alla sua capitana Di Antonio (quella del 9 su 9 ai liberi all’andata), che segna 6 dei 7 punti della frazione, con tiri che non prendono il ferro, palle perse, infrazioni di 24” e minuti di sospensione chiamati dal loro coach. Le rotazioni in campo ci portano a delle fruttuose combinazioni, soprattutto nelle coppie davanti della zona. Saturnino vive un ottimo  momento e ci sostiene in attacco, segnando una serie di 4 canestri bruciando l’avversaria, ma anche scaricando un magnifico assist per Gatto. Purtroppo non riusciamo a confezionare granché in più in attacco, e per questo finiamo il terzo quarto avanti solo di 2: 30-32.  Nell’ultimo quarto dei cali di lucidità in attacco ci inducono a precipitare le soluzioni, quando è stato dimostrato che far lavorare in difesa Lavagna ci ha aperto dei varchi, soprattutto per andare a tirare da sotto. Fermando il pallone dal palleggio, non ribaltando il gioco e arenandoci in scelte di poca collaborazione ci facciamo del male. Lavagna, a questo punto, mette anche in atto una difesa a tutto campo più scenica, che pericolosa, ma tanto basta per mandarci in panico e costringerci o a qualche palla persa, o a una rimessa laterale senza passaggio o, ancora peggio, a qualche errore tecnico di passi di partenza per avere male controllato i piedi perni sotto pressione. Una ragazza di Lavagna si fa molto male in un contrasto: durante l’assistenza cerchiamo di parlarci un po’ sopra e organizziamo che la più lucida di noi, Gatto, facendo da “faro” nella direzione delle compagne in difficoltà sotto la pressione, riceva tutti i passaggi di uscita dal pressing. Questo ci aiuta e ci permette di rimetterci in carreggiata e soprattutto, ancora una volta, di sistemare le cose in campo e lo stato emotivo delle ragazze. L’asse Saturnino-Gatto ci sostiene ancora, ma l’assist per la seconda trova l’unico tre secondi fischiato nella gara, purtroppo plausibilissimo. Ci fa male anche un fallo di spinta in attacco su di un blocco. Siamo ancora ad una distanza minima di due punti, a poco più di un minuto dal termine, quando Devoto trova un canestro rocambolesco ed inaspettato, proprio ad un niente dal termine dei 24”. Il colpo è molto duro. Facciamo quel che possiamo in attacco, ma senza successo. Intanto Lavagna sbaglia anche dei liberi, ma non fallisce una bella entrata in dolce sottomano in allungamento (più fallo e tiro libero) a 50 sec. dal termine. Un tiro libero di Saturnino riduce la distanza, ma non abbastanza. Peccato, davvero, per quella pressione vissuta così male. Ne avevamo subite di più intense e senza danni, nelle ultime partite. La falla è stata richiusa al più presto possibile, ma nello scorrere delle lancette abbiamo avuto sia una bella sfortuna (il canestro “trovato”), sia scarsa forza realizzativa.
Annotiamo l’ennesimo miglioramento, purtroppo ancora senza un risultato positivo.  
 

 
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